Nel giugno del 2025, nell’ambito del 32nd International Congress for Conservation Biology tenutosi a Brisbane, Australia, è stato presentato l’articolo Assessing the impact of European Union Common Agricultural Policy on bird diversity in Northern Italy dal dottorando Andrea Dalpasso.
L’articolo esamina in che misura l’attuazione dei programmi agroambientali abbia influito su 3 indicatori di biodiversità (ricchezza di specie; abbondanza della popolazione; indice di diversità di Shannon) in 4 gruppi di uccelli (insettivori, granivori, specie legate ai terreni agricoli, specie legate alle foreste).
Lo studio utilizza sia analisi spaziali – per verificare se diverse pratiche estensive, la diversificazione delle colture e la conservazione degli elementi naturali abbiano un impatto sulla diversità avicola – sia analisi temporali, per verificare se la loro attuazione, promossa dalle riforme della PAC del 2015, abbia migliorato la diversità avicola.
L’area di studio è la regione Lombardia, dove sono stati effettuati 3.048 censimenti puntuali di uccelli tra il 2010 e il 2018 (dati forniti dalla LIPU). Sono stati raccolti anche dati a livello di azienda agricola su circa 600.000 particelle agricole dal 2011 al 2017 (dati forniti dalla Regione Lombardia). Le informazioni raccolte riguardavano il tipo di coltura, le pratiche di gestione, il carico di bestiame, e la conformità delle pratiche agricole ai requisiti della PAC.
L’articolo conclude che i programmi agro-ambientali favoriscono la diversità degli uccelli in modi diversi, ma le riforme di “greening” della PAC hanno avuto un impatto negativo sulla ricchezza di specie presenti nei terreni agricoli. Pertanto, la diversificazione delle colture dovrebbe privilegiare quelle che favoriscono la diversità degli uccelli nei terreni agricoli (come i cereali).
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