Numerosi studi hanno dimostrato che l’agricoltura di montagna fornisce una serie di servizi ecosistemici quali la regolazione idrica, la conservazione del suolo, la salvaguardia della biodiversità e il sequestro del carbonio. Inoltre, essa svolge un ruolo cruciale nella conservazione delle culture e delle tradizioni alimentari locali, nonché delle conoscenze tradizionali. L’agricoltura su piccola scala in montagna favorisce inoltre lo sviluppo rurale, generando opportunità di lavoro.
Tuttavia, nonostante la sua importanza, l’agricoltura di montagna si trova oggi ad affrontare diverse sfide che minacciano la sostenibilità. Il numero di aziende agricole di montagna è in costante diminuzione, con tassi di ricambio generazionale molto bassi. Una delle conseguenze più immediate è l’abbandono dei terreni, che a sua volta comporta effetti indesiderati quali la riduzione della biodiversità e dei servizi ecosistemici, nonché della vitalità rurale. Secondo Dax et al. (2021), il rischio di abbandono dei terreni nell’UE è tre volte superiore nelle zone montane rispetto ad altre aree.
L’UE, attraverso la PAC, sostiene di aiutare le piccole aziende agricole. Tuttavia, gli strumenti della PAC non sono sempre stati in grado di sostenere le piccole aziende agricole. Nelle zone montane della Lombardia, solo il 32,5% delle aziende agricole riceve pagamenti diretti della PAC, percentuale che scende al 22,7% tra le piccole aziende agricole. Considerato il ruolo svolto dalle piccole aziende agricole di montagna nella gestione del territorio e nel contrastare l’abbandono delle zone montane, sarebbe auspicabile un cambiamento di paradigma nel sostegno della PAC a questo tipo di aziende agricole.
Di conseguenza proponiamo un nuovo schema di politica PAC, su misura per le piccole aziende agricole di montagna, con un pagamento annuale per unità di lavoro subordinato al rispetto degli impegni in materia ambientale e lavorativa. Sebbene i pagamenti della PAC siano erogati per unità di superficie, il Programma per i piccoli agricoltori di montagna (di seguito MSFS) propone un pagamento per unità di lavoro. Ciò costituirebbe un incentivo a rimanere in montagna, fattore chiave per la gestione del territorio e la sua sostenibilità.
Il presente documento mira a valutare, mediante un esperimento di scelta discreta (DCE), la disponibilità dei piccoli agricoltori di montagna ad aderire al MSFS, al fine di: 1) quantificare in termini monetari il grado di favore o di avversione dei piccoli agricoltori nei confronti di alcune potenziali condizioni di adesione al programma; 2) simulare il potenziale livello di partecipazione dell’intera popolazione agricola; e 3) stimare i costi di attuazione di tale politica.
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